Aisthema, International Journal http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema Aisthema, International Journal it-IT Aisthema, International Journal 2284-3515 L’enigma del simbolo. Itinerari filosofici http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/122 <p>.</p> Francesca D'Alessandris Monica Gorza Chiara Pignatti Copyright (c) 2023 Francesca D'Alessandris, Monica Gorza, Chiara Pignatti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 I XII Simbolo e metafora in Paul Ricœur http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/119 <p style="font-weight: 400;">La teoria della metafora che Ricœur elabora prendendo le mosse dalle sue analisi sul simbolo è tra le più rilevanti del pensiero del Novecento. Opponendosi alla riduzione della metafora a mero orpello linguistico, Ricœur privilegia lo studio della metafora viva, vale a dire creativa e originale, definendola come “un errore di categoria calcolato”. Questo contributo intende elucidare il passaggio dal simbolo alla metafora prendendo in esame un caso peculiare ma emblematico: la lettura che Ricœur fa di Nietzsche. L’analisi fornisce così l’occasione per approfondire il tentativo ricœuriano di superare la riduzione tropologica di cui sarebbe permeata la <em>Genealogia della morale</em> facendo leva sull’idea che la coscienza è il luogo di una forma originale di dialettica fra ipseità e alterità che si esplicherebbe nella metafora della voce e della chiamata, cioè nella cosiddetta “voce della coscienza”.</p> Annamaria Contini Copyright (c) 2023 Annamaria Contini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 1 19 Tra metaforizzazione e simbolizzazione: la metafora come dispositivo linguistico di visualizzazione? http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/99 <p>In questo articolo considereremo la metafora come un fenomeno a cavallo tra linguaggio e immaginazione e, concentrandoci sul suo funzionamento, proveremo a gettare luce sul simbolo. In particolare, dopo aver analizzato il legame tra metafora e simbolo, per lasciare emergere le principali affinità e differenze, analizzeremo il funzionamento della metafora con particolare riferimento al pensiero di Paul Ricœur. Evidenzieremo soprattutto il ruolo che il pensatore francese attribuisce all’immaginazione per la costruzione del senso di una metafora. Infine, dopo aver messo in luce il legame tra immagini e parole, tra dimensione linguistica e dimensione dell’<em>aisthesis </em><span style="font-size: 14px;">nella metafora, proveremo a valutare quali conseguenze sia possibile derivare per una teoria del simbolo e, in generale, per una teoria del linguaggio.</span></p> Stefana Garello Copyright (c) 2023 Stefana Garello https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 21 44 Persona e corporeità. Per un’antropologia personalista http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/120 <p>L’essere umano si può definire</p> <div><em>homo symbolicus </em></div> <p>dacché, fattosi eretto per contemplare il mondo e la volta celeste, inizia a interpretare la realtà come simbolo. L’uomo, infatti, vive in un mondo a cui egli attribuisce un significato che trascende il mondo stesso; significato che apre, cioè, a un’ulteriore sfera di senso non immanente le cose stesse. Tale strutturale vocazione alla trascendenza si combina, nella persona umana, con l’altrettanto essenziale dimensione corporea che la costituisce. Il problema che si apre – a cui il personalismo francese del ‘900 promosso da Emmanuel Mounier ha dato rilievo – è la questione antropologica in merito al rapporto esistente fra simbolicità o trascendenza e corporeità; problema che rinvia, ulteriormente, alla domanda fondamentale sulla natura della persona umana. Attraverso l’analisi di alcune riflessioni dei personalisti, in particolar modo di Mounier, si tenterà, allora, di dare una definizione della persona umana, per poi indagare l’accostamento del carnale e dello spirituale, e per verificare se proprio il corpo possa essere interpretato come il simbolo dell’umano.</p> Juri Zanchi Copyright (c) 2023 Juri Zanchi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 45 72 La rappresentazione nell’«ontologia utopica» di Paul Ricœur http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/121 <p>Il saggio, partendo dal rapporto tra fenomenologia ed ermeneutica in due momenti temporalmente diversi dell’opera di Ricœur, avanza l’ipotesi di un passaggio dal sacro come mistero, realtà indisponibile che ci interpella, in termini più vicini alla fenomenologia della religione del Novecento, al sacro come riferimento degli atteggiamenti religiosi umani da minimizzare nella sua consistenza ontologica, anche per aprirsi alla pluralità delle ermeneutiche legate ai diversi orizzonti del credere. In una prima parte, il saggio affronta l’interpretazione di Ricœur in <em>Lectures 3 </em>del momento rappresentativo delle filosofie della religione di Kant e Hegel. Emerge qui un orientamento che enfatizza la struttura referenziale dell’ecclesiologia kantiana e la circolarità di rappresentazione e concetto in Hegel, e guadagna la preminenza del momento simbolico nella sua capacità di rendere visibile l’invisibile. Nella seconda parte, soprattutto attraverso il saggio&nbsp;<em>Phénoménologie de la religion</em>, anch’esso contenuto in <em>Lectures 3</em>, mostriamo come di fronte al problema del pluralismo religioso Ricœur persegua un’idea di ermeneutica che minimizza i presupposti ontologici delle narrazioni di base e cerca di ottenere una comprensione universale del fenomeno religioso per approssimazione a partire dall’ermeneutica della propria tradizione religiosa.</p> Pierluigi Valenza Copyright (c) 2023 Pierluigi Valenza https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 73 92 Morfogenesi, variazione delle forme simboliche nei viventi ed evoluzione naturale http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/123 <p>Il contributo prende le mosse dalle recenti ricerche nell’ambito della teoria della complessità per approfondire, in modo interdisciplinare, l’emergere della creatività nei processi biologici in una prospettiva evolutiva ed epigenetica con particolare attenzione al problema della variazione, della crescita e della coevoluzione delle forme simboliche nei sistemi viventi. A questo livello di analisi viene esplorata l’ipotesi, in termini genealogici, di individuare alcune caratteristiche alla base del possibile delineamento di una metabiologia della forma che metta in stretta relazione il linguaggio artistico con quello delle scienze biologiche. In quest’ottica, la dimensione creativa della natura viene interpretata come realtà emergente imprevedibile e non riducibile alle leggi di implicazione della fisica classica.</p> Mirko Di Bernardo Copyright (c) 2023 Mirko Di Bernardo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 93 122 Tra natura e simbolo. Il vivente in Cassirer e von Uexküll http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/124 <p>Cassirer e von Uexküll, in modi molto differenti, hanno cercato di recepire e approfondire la fondamentale lezione kantiana; inoltre, le ricerche biologiche di von Uexküll hanno esercitato un’importante influenza sullo sviluppo del pensiero di Cassirer, ed entrambi gli autori occupano un posto centrale nella riflessione sul concetto di simbolico. In questo articolo, si sviluppa un confronto fra i due autori cercando di mostrare come la precisa definizione di simbolo e pregnanza simbolica sviluppata da Cassirer possa trovare un corrispettivo nella dinamica degli stimoli in von Uexküll. In questo modo, è possibile mostrare come si possa riscontrare nella lettura di Kant da parte di von Uexküll uno sviluppo non soggettivista, in cui cioè il soggetto non è visto come origine ultima ma come risultato della costituzione trascendentale. Infine, il confronto può contribuire a estendere al di là del soggetto umano il fenomeno della pregnanza simbolica e dell’orizzonte trascendentale.</p> Riccardo Mona Copyright (c) 2023 Riccardo Mona https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 123 151 La pneumatologia di Gabriel Marcel e la filosofia del simbolo di Paul Ricoeur: riflessioni per una consonanza possibile http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/125 <div><span lang="EN-US">In questo contributo si analizza la riflessione filosofica di Gabriel Marcel nota come <em>pneumatologia</em>, anzitutto facendo riferimento alla questione dell’esistenza e al mistero ontologico. L’esistenza, dal momento che è sempre esistenza vivente, si pone in relazione al mistero attraverso il sentimento. La <em>pneumatologia</em> o filosofia dell’anima che è ispirata da questo sentimento (espresso attraverso un linguaggio simbolico e seguendo l’<em>intuizione originaria</em>), esprime altresì il carattere spirituale di ogni attività esistenziale, così come è possibile ritrovare nella dimensione religiosa cristiana e nella religione orfica. Questo, secondo Ricœur, è ben visibile nella lettura che Marcel fa di Rilke, il quale apre alla possibilità di una metamorfosi e di una ricerca filosofica che investe l’anima del poeta. Nonostante Ricœur affermi che Marcel non consideri e non affronti seriamente la questione del male, Ricœur sembra tuttavia integrare nel suo pensiero la riflessione di Marcel per due motivi. In primo luogo, per l’importanza che gioca il pensiero simbolico nello sviluppo dell’antropologia filosofica e, in secondo luogo, per le conclusioni che Ricœur trae intorno alla volontà.</span></div> Emanuele Curcio Copyright (c) 2023 Emanuele Curcio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 153 180 La crisi della scienza http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/118 <p>Si presenta in traduzione italiana l'articolo del 1923 di Siegfried Kracauer dal titolo <em>Die Wissenschaftskrisis. Zu den grundsätzlichen Schriften Max Webers und Ernst Troeltschs</em>&nbsp;e apparso sulla «Frankfurter Zeitung».</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> Siegfried Kracauer Domenico Spinosa Copyright (c) 2023 Domenico Spinosa https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 181 199 Un sentimento oscuro http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/113 <p>L'odio è un sentimento complesso, fin dalla sua definizione, dai suoi confini, dalle sue caratteristiche. Nel suo movimento verso l’esterno implica uno speculare rigurgito verso l’interno, dal momento che, come ha scritto Hermann Hesse in <em>Demien</em>, quando odiamo un uomo, odiamo nella sua immagine qualche cosa che sta dentro di noi. C’è chi lo considera potenzialmente produttivo (analogamente all’hegeliana immane potenza del negativo, si potrebbe dire), ma è qualcosa che intrattiene sempre un irriducibile rapporto con il distruttivo, che ha un profilo specifico, soggettivo, ma produce i suoi effetti nello spettro che va dal singolo a una moltitudine non enumerabile, che si nutre tanto di parole quanto di azioni. Nel Novecento e nel Terzo millennio, poi, è come se si fosse assistito a un’accelerazione dei processi attraverso i quali l’odio produce i suoi effetti distruttivi, per certi aspetti condizionando, in modo tanto diretto quanto indiretto, i contesti sociali nei quali emerge (o viene intenzionalmente alimentato).&nbsp;Da tali premesse, in quest’articolo, approfondirò alcune componenti e alcuni elementi che possono rientrare, in via del tutto preliminare e sintetica, in un discorso sull’odio, focalizzando l’attenzione sulle possibili radici emozionali e neurali di questo sentimento, per come si possono configurare a partire dalla ricerca estetologica e psicologica.</p> Giacomo Fronzi Copyright (c) 2023 Giacomo Fronzi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 201 240 Estetica dell’incarnazione http://5.135.155.72/ojs/index.php/aisthema/article/view/117 <p>Il seguente articolo intende indagare la possibilità di pensare un’estetica dell’incarnazione che affondi le sue radici nelle riflessioni riguardanti la carnalità avanzate da Michel Henry. L’obiettivo è tentare di leggere, alla luce di una fenomenologia dell’immanenza fondata sul ruolo rivelativo della carne patica, l’esperienza artistica della Body Art, con una particolare attenzione alla Performance Art di Marina Abramović. A motivare la ricerca è la convinzione che una riflessione riguardante la condizione dell’essere umano in quanto essere incarnato sia di estrema importanza per cogliere le potenzialità di un’arte che pone il corpo dell’artista come protagonista dell’opera. L’impossibilità di riduzione del fenomeno artistico a oggetto, infatti, richiede di pensare un <em>logos</em> nuovo attraverso il quale tentare di comprenderlo, un <em>logos</em> patico, sensibile, carnale: un <em>logos</em> estetico.</p> Anna Ballatore Copyright (c) 2023 Anna Ballatore https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-05-02 2023-05-02 10 1 241 257